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Carcinoma a cellule di Merkel

Il carcinoma a cellule di Merkel è una neoplasia cutanea rara.
Tra le cause, l’esposizione prolungata ai raggi UV: la patologia si manifesta, difatti, soprattutto nelle parti del corpo più esposte al sole. La prevenzione e una diagnosi precoce giocano un ruolo fondamentale per la gestione della malattia e per il miglioramento della qualità della vita del paziente.

 

Che cos’è il carcinoma a cellule di Merkel? 

Il tumore a cellule di Merkel o “carcinoma neuroendocrino della cute” nasce da una degenerazione delle omonime cellule basali, che costituiscono lo strato più profondo dell’epidermide.

La patologia si manifesta attraverso la comparsa di un nodulo sottocutaneo e, ad un livello più superficiale, di lesioni cutanee eterogenee di colore rosa-bluastro.

Il tumore può manifestarsi su diverse parti del corpo, ma nel 50% dei casi interessa soprattutto volto e collo. Inoltre, è molto comune la formazione di metastasi, le quali possono raggiungere gli organi interni, interferendo sul funzionamento di questi ultimi.

 

Cause e sintomatologia 

I fattori e le caratteristiche determinanti il tumore di Merkel possono essere riassunte attraverso l’acronimo AEIOU:

  • A – asintomatico
  • E – ad espansione rapida
  • I – legato all’immunosoppressione
  • O – (dall’inglese Old) interessa le persone anziane con un’età media di 70 anni
  • U – correlato ai raggi UV

Nell’80% dei casi, la causa è di natura virale, in quanto determinata dal poliomavirus.

L’esposizione prolungata e non protetta al sole può provocare dei danni considerevoli alla salute della pelle, ed è per questo motivo che il carcinoma neuroendocrino si manifesta soprattutto sulle parti del corpo più scoperte.

Una nota specifica va dedicata ai soggetti con immunodepressione, molto spesso derivante da un trapianto, da una pregressa neoplasia ematologica o da HIV: in questo caso la neoplasia maligna è più difficile da guarire.

 

Diagnosi del carcinoma a cellule di Merkel

Riconoscere questa forma di tumore neuroendocrino non è molto semplice perché molto spesso sia i pazienti che i medici possono confonderla con forme benigne quali cisti o follicoliti.

Il ritardo nella diagnosi può dipendere anche dalla comparsa del tumore in zone corporee che sfuggono al rilevamento (mucose della bocca, gola, o cavità nasali).

Il primo controllo deve avvenire con il dermatologo, il quale deve tener conto della possibilità di carcinoma a cellule di Merkel in base all’età del paziente e al ritmo di crescita delle lesioni.

Il medico può servirsi di strumenti poco invasivi come la dermoscopia, o la microscopia laser confocale.

Una diagnosi realizzata in tempo può cambiare la vita del paziente, in quanto risulta funzionale a limitare la recidività e l’avanzamento della malattia.

 

 

Prognosi e trattamento del carcinoma basocellulare raro

Le prospettive sull’andamento della patologia dipendono dallo stadio del tumore nel momento in cui questo è stato preso in carico e sottoposto a terapia, dalla sua grandezza e localizzazione, ma anche dall’età e dallo stato di salute del paziente.

Il trattamento prevede l’intervento chirurgico (escissione locale radicale, linfadenectomia selettiva), una terapia radiante, e la chemioterapia (in caso di metastasi).

L’asportazione chirurgica viene accompagnata dalla biopsia del linfonodo sentinella, volta a verificare l’eventuale disseminazione nodale del tumore.

L’obiettivo è quello di migliorare o allungare la vita del paziente, cercando di limitare il più possibile l’avanzamento della patologia.

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