Parkinson

La Società Italiana di Neurologia ribadisce il ruolo cruciale della ricerca scientifica nella lotta alla Malattia di Parkinson con l’obiettivo di raggiungere non solo una diagnosi precoce ma addirittura preclinica e la personalizzazione della terapia per ciascun paziente.

Malattia di Parkinson: diagnosi preclinica e precoce

In questo disturbo neurodegenerativo la diagnosi preclinica viene fatta alla persona “apparentemente” sana che non manifesta ancora i sintomi motori tipici della patologia. La diagnosi precoce avviene quando i primi segni clinici sono già comparsi, sebbene siano ancora incerti o sfumati. La diagnosi preclinica permette di anticipare di molti anni la comparsa della malattia e di modificarne addirittura il decorso attraverso una tempestiva terapia a base di farmaci dopaminergici o di farmaci neuro protettivi. Il fattore tempo rappresenta una questione cruciale se si pensa che alla comparsa dei primi sintomi motori, come lentezza nei movimenti o tremore a riposo, la malattia ormai non può più essere bloccata in quanto risulta già in una fase troppo avanzata.

La diagnostica differenziale

Per la diagnosi sono stati individuati segni preclinici e precoci molto precisi che a volte, però, possono essere la manifestazione di altre malattie neurodegenerative.  Di recente è stata introdotta nella pratica clinica la diagnostica differenziale dei diversi campanelli d’allarme che interessano la Malattia di Parkinson: ad esempio, il disturbo del comportamento del sonno in fase REM (RBD – REM Behaviour Disorders) può riguardare, in fase preclinica, la Malattia di Parkinson oppure riferirsi al Tremore Essenziale. Il trattamento della sintomatologia deve essere personalizzato sulla base delle caratteristiche espresse nella persona affetta dalla patologia per offrire le risorse terapeutiche più opportune a seconda del quadro clinico, dell’evoluzione e del comportamento individuale. Le competenze neurologiche sono cruciali anche nelle fasi avanzate della malattia per definire l’approccio terapeutico più adeguato alle problematiche che compromettono la qualità della vita (disturbi del sonno, deficit cognitivi, difficoltà di deglutizione, costipazione ecc).
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