Punture di insetti sui bambini, come comportarsi seguendo i consigli dei pediatri

Le punture d’insetto possono disturbare la serenità dei più piccoli. Come gestire i fastidi causati da zanzare, tafani, api, vespe, calabroni e zecche? I consigli della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica possono fare la differenza, permettendo la risoluzione immediata del problema.

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Le ore passate all’aria aperta costituiscono momenti di gioia per i bambini.
Ciononostante, gli adulti devono sempre tenere gli occhi aperti rispetto ai possibili insetti che pungono presenti nell’ambiente circostante.

Le punture di insetti sui bambini, infatti, possono essere particolarmente fastidiose, soprattutto per i genitori che devono gestire questa emergenza!

I bambini possono essere oggetto delle punture di insetto soprattutto in determinati periodi dell’anno e in contesti più o meno specifici.

Gli insetti mordono o pungono, a seconda del caso, le parti scoperte del corpo a seconda della stagione:

  • viso
  • mani
  • braccia
  • gambe
  • caviglie

bambina punta da insetti

Le punture possono anche portare, nel caso di fenomeni allergici, allo shock anafilattico.

Per questo motivo è importante capire come comportarsi nel caso in cui un bimbo venga punto o morso da un insetto, tenendo conto delle diverse tipologie e di eventuali allergie.

 

1Zanzara e zanzara tigre

Le punture delle zanzare provocano generalmente dei rilievi di colore rosso che durano pochi minuti.

Quando i pomfi si trasformano in papule resistenti, bisogna considerare la presenza di un’allergia ed è quindi opportuno consultare un medico.

Come proteggere bambini e neonati dalle zanzare

zanzara che punge un bambino piccoloPer difendere i più piccoli dalle punture di questo insetto possono essere utili alcune accortezze:

  • Dai due mesi di età possono essere utilizzati prodotti a base di citronella e geranio.
  • Per i bambini con un’età inferiore a 6 mesi si consiglia di evitare i repellenti che contengono DEET e di usare zanzariere durante le ore passate a casa.
  • Dai 6 mesi ai 2 anni si possono utilizzare prodotti con una quantità di DEET non superiore al 10%, 2 volte al giorno. Dai 2 ai 12 anni si può arrivare a 3 applicazioni giornaliere.

Ma cosa fare quando il bambino è già stato punto?

Ecco come far passare le punture di zanzara

  • Bisogna impedire al piccolo di grattarsi
  • Lavare e disinfettare la ferita nel caso della fuoriuscita di sangue causata da sfregamento
  • Usare il ghiaccio per attenuare il gonfiore, evitando rimedi casalinghi come ammoniaca e limone
  • Applicare gel al Cloruro d’alluminio al 5%

Nel caso della zanzara tigre, bisogna sapere che il liquido iniettato è più tossico e provoca maggiore dolore e prurito. Per alleviare il fastidio provocato dalla puntura valgono gli stessi consigli suggeriti sopra.

2Ape, vespa e calabrone

Le punture dell’ape e della vespa possono essere molto dolorose, soprattutto nel caso del secondo insetto, dato che questo può pungere più volte.

Il veleno può provocare reazioni diverse, a volte allergiche, fino a portare in casi molto rari allo shock anafilattico.

Cosa fare nel caso di una puntura d’ape

  • Se un bambino viene punto da un’ape bisogna togliere il pungiglione con una limetta smussata o facendo pressione con due dita.

Cosa fare se un bambino viene punto da una vespa

  • Quando ci troviamo di fronte alla puntura di una vespa è opportuno pulire la ferita con acqua e sapone.
  • Se il piccolo viene punto da più vespe nello stesso momento, il gonfiore può essere alleviato con impacchi preparati con acqua e un cucchiaio di bicarbonato.
    Se il problema non si risolve in poco tempo, consultare il medico.

Che si tratti della puntura di una vespa o di quella di un’ape, oltre agli impacchi d’acqua può essere utile applicare della crema al cortisone sulla base delle indicazioni del pediatra.

Le stesse accortezze possono essere applicate anche alla puntura del calabrone.

Il dolore si esaurisce mediamente nell’arco di due ore aiutandosi con del ghiaccio o con una pomata antistaminica per calmare il prurito.

 

3La puntura del tafano 

Il tafano si trova soprattutto nelle zone di campagna.

Le sue vittime preferite sono infatti i bovini e gli equini, e per questo motivo la puntura di questo insetto può implicare la trasmissione di malattie infettive.

Questa eventualità è abbastanza rara, infatti la puntura viene trattata generalmente come quella di un’ape o di un calabrone, ma è importante controllare la pelle del piccolo per rilevare in tempo i casi di infezione, generalmente risolti dal pediatra con la prescrizione di una pomata antistaminica o antibiotica.

4Il morso della zecca

Come il tafano, anche le zecche sono legate soprattutto agli animali, ma possono attaccare anche l’uomo, in particolare in zone interessate da peli:
cuoio capelluto, ascelle, inguine, o zone sensibili come quella dietro l’orecchio o dietro le ginocchia.

Il morso della zecca non viene percepito immediatamente perché non provoca né dolore né prurito.

La zona colpita si gonfia, ma è caratterizzata da una parte più bassa centrale con una piccola crosta.

Questo tipo di acaro viene anche collegato alla malattia di Lyme, caratterizzata da un’incubazione che va da 3 giorni a 2 settimane.
L’eritema, detto in questo caso migrante, si espande in forma circolare e si schiarisce al centro.

Se non riconosciuta in tempo, questa malattia infettiva può interessare altri organi, portando a delle complicazioni.

Cosa fare nel caso di un morso di zecca

Togliere una zecca non è facile, quindi la soluzione più opportuna è andare al pronto soccorso.

come rimuovere una zecca con le pinzette

  • La può essere rimossa con una pinzetta o con un filo avvolto intorno ad essa dopo aver applicato olio o una pomata grassa.
    Se la zecca è troppo piccola può essere utile usare un coltellino.
    Non bisogna toccarla con le mani nude e può essere schiacciata solo in seguito alla rimozione.
  • Controllare per 30-40 giorni dal morso la pelle del piccolo.
    Quest’azione può permettere di prendere in tempo la malattia di Lyme.
  • In caso di sintomi come eritema migrante, febbricola, artromialgia, cefalea non abituale, parestesie, paralisi e linfoadenopatie, contattare immediatamente il pediatra.
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